SaltAR è un progetto di ricerca transfrontaliera dedicato agli stucchi negli edifici storici, finanziato nell’ambito del programma Interreg Italia – Austria. Coinvolge i territori del Tirolo, dell‘Alto Adige, di Udine e della provincia di Belluno.
Ha preso il via nel febbraio del 2024, si sviluppa nell’arco di tre anni e, da qui al 2026, si pone obiettivi ambiziosi.
I danni agli stucchi che decorano molti degli edifici storici presenti nell’area di progetto e riferibili all’inquinamento ambientale saranno studiati da un punto di vista scientifico, storico artistico e tecnico. I risultati delle indagini saranno quindi valutati in restauri di prova per arrivare, alla fine, a fornire i mezzi per una gestione sostenibile nella conservazione e nel restauro del patrimonio culturale immobile.
Il team transdisciplinare coordinato dall’Università di Innsbruck e formato dal Circolo Cultura e Stampa Bellunese, dalla Fondazione De Claricini Dornpacher (UD) e dall’Heritagelab di Bolzano, lavorerà insieme, ciascuno portando il proprio contributo, per raggiungere il grande obiettivo di creare una rete di protezione per la salvaguardia di questo immenso patrimonio artistico – architettonico.
Strumenti, studi e paradigmi da mettere a disposizione del settore per affinare la conservazione e il restauro della bellezza conservata in molti edifici antichi di prestigio.
La base di partenza sono gli studi condotti negli ultimi vent’anni dal Dipartimento di “Scienza dei materiali, analisi dei materiali nel campo dei beni culturali” dell’Università di Innsbruck, relativi alla tipologia di leganti utilizzati in quest’area nella creazione dello stucco, alla loro composizione mineralogica, alle fasi di presa del materiale e alla loro durabilità.
In particolare, è stato approfondito l’utilizzo della dolomia nel territorio alpino e sono state indagate le cause del suo deterioramento. Si è così scoperto come inquinamento ambientale e combinazioni sfortunate con altri materiali siano il motivo principale dei danneggiamenti rilevati negli stucchi antichi realizzati con questa pietra comune, in passato, a tutti e 4 i territori coinvolti nel progetto.
SaltAR muove dunque da queste conoscenze di partenza per raggiungere un ulteriore traguardo: la scoperta e la messa a punto di strumenti efficaci che andranno a beneficio della protezione degli stucchi artistici antichi di tutta l’area di progetto.
La Fondazione de Claricini Dornpacher e il suo gruppo di lavoro vantano una conoscenza approfondita del patrimonio culturale dell’area del cividalese. Metteranno a disposizione del progetto il patrimonio di Villa de Claricini Dornpacher, il proprio know-how sul contesto locale, la visibilità e capacità di disseminazione dell’ente e competenze tecniche esterne nel campo della storia dell’arte e del restauro e della conservazione di beni architettonici.
Non solo, gli stessi stucchi presenti in Villa diventeranno a loro volta oggetto di studio attraverso campionatura e analisi, in modo da supportare l’individuazione di nuove soluzioni per il restauro in caso di danni causati dal tempo, dal clima e dall’uso di combinazioni sfortunate di materiali.
I risultati della ricerca potrebbero inoltre essere utili a fornire prove dell’influenza artistica transfrontaliera e, allo stesso tempo, favorire lo sviluppo di strategie transnazionali per la conservazione e il restauro del patrimonio culturale, attraverso il supporto di un team di ricerca transfrontaliero permanente.
Il progetto e i suoi risultati saranno promossi anche attraverso eventi organizzati nella location suggestiva della Villa nel corso del 2025, l’Anno della Capitale Europea della Cultura Nuova Gorica / Gorizia. Sarà un modo per promuovere in modo integrato approcci innovativi e sostenibili alla valorizzazione del ricco patrimonio culturale dell’area di confine italo-austriaca.